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L’usato: come controllare l’obiettivo – Fonte: Progresso Fotografico

Postato in data lug 24, 2014

Qui non ci occupiamo del mondo del collezionismo ma del materiale fotografico che si acquista per usarlo e vi forniamo un’ampia serie di consigli che derivano dall’esperienza di riparatori e fotografi, controlli che conviene effettuare al momento in cui si acquistano obiettivi usati.

Per valutare lo stato di un’ottica a vite, magari con ottanta e più anni di storia sulle spalle, vanno fatte diverse considerazioni, ma tenendo presente che gli schemi ottici e i materiali impiegati per realizzare quelle ottiche sono certamente meno evoluti rispetto all’attuale produzione. I seguenti controlli valgono comunque anche per le ottiche M.

Di un obiettivo si verifica innanzitutto il diaframma, ovvero la presenza o meno di grasso sulle sue lamelle: le lamelle dei diaframmi non devono mai presentare tracce di grasso, altrimenti l’obiettivo va smontato e le lamelle pulite perché il grasso, anziché agevolare l’apertura delle lamelle, ne rallenta l’apertura, con il rischio di gripparle.Si passa poi al controllo della ghiera della messa a fuoco, che non deve essere né troppo morbida né soprattutto troppo dura; anche la ghiera di messa a fuoco può essere registrata.Si passa poi al controllo della ghiera dei diaframmi che nei primi obiettivi a vite girava senza soluzione di continuità, in quanto non erano presenti né stop né mezzi stop, come negli obiettivi più recenti.

Un trucco per esaminare lo stato delle lenti è quello di utilizzare una torcia a Led puntandola prima dietro la lente posteriore, e poi davanti alla lente frontale. In questo modo risulta evidente la presenza di sporcizia, di aloni, di principi di muffe, di opacizzazioni, di graffi all’interno delle lenti.

Non tutti i difetti influiscono però allo stesso modo sull’immagine, per cui solo un occhio esperto ne può valutare gli effetti pratici. Si passa poi a controllare le superfici esterne della lente frontale e di quella posteriore, che nel corso del tempo possono aver subito pulizie sommarie non condotte nel modo corretto; a questo proposito ricordiamo che il modo corretto di pulire un obiettivo è di eseguire movimenti circolari dal centro verso il bordo della lente, e sempre dopo aver rimosso l’eventuale sporco dalla superficie della lente per evitare che possa graffiarla. I graffi sulla lente esterna non costituiscono un problema grave in quanto non sono a fuoco sull’immagine finale; diverso è il caso dei graffi o delle scheggiature sulla lente posteriore e sulle lenti interne, che possono dare luogo ad aloni scuri (le scheggiature) sul bordo del negativo. Un obiettivo affidato a personale specializzato può essere rimesso a nuovo, ma è certamente preferibile sceglierne uno già in buone condizioni.

14 leica pf 300x139 L’usato: come controllare lobiettivo    Fonte: Progresso Fotografico

14. Il controllo delle lenti interne e della lente frontale va eseguito sia illuminando direttamente la superficie esterna della lente frontale, che in retroilluminazione. E’ però necessaria molta esperienza per comprendere la qualità delle lenti e gli eventuali problemi (Elmar 50mm f/3.5).

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15.Per valutare lo stato delle lenti queste vanno illuminate e osservate sotto una corretta angolazione: qui l’obiettivo sembra perfetto (Summicron 50mm f/2 M) …

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16. … ma già in questa immagine, dove il gruppo lenti è retroilluminato, si notano evidenti problemi, dovuti soprattutto a una pulizia eseguita in modo poco curato.

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17. Illuminando la superficie della lente frontale in modo diretto i graffi da pulizia si fanno ancora più evidenti; un’ottica in queste condizioni non ha praticamente quotazione di mercato, ma al contempo si presta per ritratti o immagini volutamente morbide (Summicron 50mm f/2 M).

18 leica pf 300x271 L’usato: come controllare lobiettivo    Fonte: Progresso Fotografico
18.Anche con gli obiettivi dell’attuale produzione si eseguono gli stessi controlli. Quest’ottica usata è stata provata dal nostro Centro Studi e i risultati di laboratorio hanno evidenziato la stessa qualità di un’ottica nuova. Questo significa che non è improbabile imbattersi in un usato pari al nuovo, anche perché gli standard di produzione Leica sono molto elevati.

 

Articolo tratto da Progresso Fotografico, dedicato a Leica 100 anni. Progresso Fotografico è in edicola, ma può anche essere ordinato sul nostro nuovo sito di ecommerce: http://fotografiastore.it/prodotto/progresso-fotografico-30-dedicato-100-anni-leica/
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Il fascino delle Leica negli anni Trenta

Postato in data lug 23, 2014

Nel corso degli anni Trenta l’impiego delle Leica si diffonde presso tutti quei professionisti che lavorano in strada, i fotoreporter prima di tutto, ma anche i fotografi di viaggio o di sport, e tutti quei fotografi che privilegiano l’azione alle riprese statiche senza  dovere per questo rinunciare alla qualità ed alla nitidezza. Le Leica si affiancano alle più pesanti Press-camera, ma anche alle più leggere Rolleiflex, ancora ingombranti e difficili da nascondere o da tenere in tasca. Con le Leica si diffonde quel genere di fotografia eseguita tenendo la fotocamera all’altezza degli occhi e non appoggiata al petto per osservare la scena nel mirino a pozzetto. I fotografi Leica possono così a definire ironicamente le loro opere “realizzate con la testa e non con la pancia”.
Il fascino delle Leica si diffonde oltre oceano ma anche nella Unione Sovietica, dove Alexander Rodchenko  la utilizza per le sue immagini riprese da angolazioni inconsuete ed inaspettate; Rodchenko esaltan questa fotocamera al punto tale da convincere le autorità a mettere in produzione sul suolo sovietico una fotocamera 35mm quasi identica alle Leica, equipaggiata con lo stesso mirino telemetrico e con un corredo di obiettivi intercambiabili ricalcati sul modello degli obiettivi Leitz.
La fotografa tedesca Lotte Jacobi  attraversa fra il 1932 ed il 1933 il Tagikistan e l’Uzbekistan con la sua Leica, il giornalista inglese James Jarché  comincia ad utilizzare la Leica nel 1934, trovandola adattissima alle sue esigenze, nello stesso anno in cui Lisette Model  inizia a fotografare a Nizza con una Leica.
Nel 1932 Luis Marden  pubblica il primo libro fotografico a colori realizzato con una Leica, prima di entrare nel 1934 nello staff del National Geographic. Negli USA viene organizzata nel 1937 dalla Farm Security Administration la più grande raccolta di dati sulla crisi economica negli Stati agricoli del paese, e ad essa partecipa un grande numero di fotografi, molti dei quali cominciano ad utilizzare le Leica, come Ben Shahn  ed Arthur Rothstein.
Passeggiando nelle strade di New York con la sua Leica, Helen Levitt  realizza fra il 1938 ed il 1948 un fotolibro sui disegni fatti con i gessetti sull’asfalto, e John Vachon  inizia nel 1937 a fotografare i dintorni di Washington, per essere arruolato anch’egli poco più tardi da Roy Striker per la documentazione della FSA.
Mentre a Berlino si celebrano le Olimpiadi del 1936, fotografate con grande enfasi da Leni Riefenstahl  con la sua Leica, la guerra civile in Spagna mette alla prova lo spirito di avventura di fotoreporter come Andrei Friedman che inizia la propria carriera a Budapest nella agenzia Dephot nel 1932 con una Leica e che diventa famoso con il nome di Robert Capa; nella stessa guerra cade la sua compagna, la fotografa tedesca Gerda Taro.
La documentazione fotografica, molto spesso realizzata per mezzo delle Leica, diventa determinante  durante il corso della seconda guerra mondiale.

DIDA
404 rodcenko 272x300 Il fascino delle Leica negli anni Trenta
Aleksandr Rodchenko (1891-1956), Pioneer with trumpet, 1930
Prezzo WestLicht Auction: € 6.000

407 dmitri 232x300 Il fascino delle Leica negli anni Trenta
Dmitri Kessel (1902–1995), Henri Cartier-Bresson con la Leica M3, 1955
Prezzo WestLicht Auction: € 4.800

408 capa 200x300 Il fascino delle Leica negli anni Trenta
Robert Capa (1913–1954), Front Populaire, Paris 1936
Prezzo WestLicht Auction: € 6.000

tmp 3685 466 RIEFENSTAHL1680749081 245x300 Il fascino delle Leica negli anni Trenta
Leni Riefenstahl (1902-2003), Olimpiadi di Berlino, nuotatrice giapponese, 1936.

 

Questo articolo è tratto da Progresso Fotografico, dedicato a Leica 100 anni.  Progresso Fotografico è in edicola, ma può anche essere ordinato sul nostro nuovo sito di ecommerce
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Giulio G. Pedaci presenta: Tracciati spaventosi

Postato in data lug 11, 2014

Ciao ragazzi, mi son divertito a postare un video tutorial di Photoshop un po’ … “particolare”.
Spero di strapparvi qualche risata, cercando magari d’insegnare qualcosa.

Ebbene sì: torno a parlare dei tracciati di selezione in Photoshop e lo faccio in una maniera un po’ particolare per non dire spaventosa (come si può evincere dal titolo che ho dato a quest’articolo).

Non provate però a lamentarvi, visto che me lo avete chiesto voi di rispiegare questo argomento. E io l’ho fatto a modo mio.
Parafrasando il compianto Albertone (Alberto Sordi per i più cciovani):
“M’avete provocato? … “.
Buon spavento icon wink Giulio G. Pedaci presenta: Tracciati spaventosi

Giulio

Ritoccando
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di Giulio G. Pedaci

Blog www.ritoccando.com/blog

Skype ritoccando.com
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Elena Givone e Luca Abete presentano: FotOOppostE. LUI & LEI nello stesso POSTO ma dal lato OPPOSTO!

Postato in data lug 11, 2014

Visia la Fan Page Fotoopposte per seguire più da vicino questa fantastica iniziativa e idea.

FotOOppostE: sperimentazione di un’idea.
Luca Abete & Elena Givone hanno provato a sperimentare sul campo quello che, più che un format fotografico, era, all’inizio, un pretesto per scattare qualche foto, conoscere un paese nuovo e soprattutto divertirsi!

con Luca Abete e Elena Givone

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