D800 Nikon. L’uscita poco prima del photoshow di roma.

Postato in data mar 28, 2012

Ho acquistato recentemente, esattamente il 23 marzo, primo giorno di vendita della macchina, la D800 della Nikon.

Le caratteristiche tecniche sono già abbastanza note: reflex full frame professionale con sensore da 36, 3 megapixels.

La novità si riferisce appunto al sensore, la cui scheda tecnica precisa: lettura a 12 canali con conversione A/D a 14 bit e rapporto segnale/disturbo elevato. I valori della sensibilità spaziano da ISO 100 a ISO 6400. La gamma può essere estesa fino a ISO 50 e ISO 25.600.

La Nikon D800 può registrare video Full HD 1080p  in 30p, 25p e 24p, con opzioni 60p, 50p e 25p a 720p. La durata del video non può superare i 29:59 minuti.
La registrazione Full HD è possibile sia nel formato FX che DX.

Il sistema autofocus è riprogettato: Nikon Multi-CAM 3500FX AF, con impostazioni di copertura a 9, 21 e 51 punti selezionabili o configurabili singolarmente, il modulo e gli algoritmi di autofocus sono stati riprogettati per migliorare in modo significativo la sensibilità dell’acquisizione in condizioni di scarsa illuminazione fino a -2 EV (ISO 100, 20 °C).

Per ciò che riguarda i “vecchi” obiettivi Nikon, rispetto alla Canon possono essere utilizzabili anche sulla full frame. La perdita di performance risulta in una vignettatura nera attorno la foto.

Il corpo macchina misura 146 x 123 x 82 mm e ha un peso di 900 grammi.

Inutile dare suggerimenti o impressioni. Passo dalla D80 alla D800. Un pochino è come cambiare mestiere. Aspettando, a questo punto, la D80000!

Simone Lettieri

www.simonelettieri.com

 

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Per i suoi venticinque anni il sistema Canon EOS ci regala il cinema

Postato in data mar 17, 2012

Venticinque anni fa Canon lanciò il sistema EOS  (Electro Optical System); una innovazione che stupì molti, anche per il coraggio dimostrato dalla Casa giapponese, che propose un innesto obiettivi totalmente nuovo.

A un quarto di secolo di distanza possiamo affermare che si trattò di una scelta vincente. Il nuovo innesto, che faceva largo uso di elettronica, non trovò impreparata Canon quando arrivò il digitale.

EOS C300 Moni main f 281x300 Per i suoi venticinque anni il sistema Canon EOS ci regala il cinemaE oggi Canon dimostra di non essere impreparata alla nascita dei sistemi video basati sulle fotocamere. La serie Eos 5D Mark, arrivata oggi alla terza generazione Mark III, lo dimostra. Numerosi i videomaker che le hanno usate anche per realizzare produzioni a livello broadcast. La fortunata serie televisiva americana Doctor House è stata girata con Eos 5D. Ed è solo una delle tante. In questi giorni Canon ha riconfermato la sua intenzione di proseguire sulla strada del video con il lancio del Sistema Eos Cinema. Ha presentato due videocamere digitali EOS C300 e EOS C300 PL. Sono apparecchi a ottiche intercambiabili, dotati di sensore CMOS Super 35mm da circa 8.29 megapixel.

La EOS C300 è dotata dell’innesto obiettivi EF, che permette di utilizzare il vastissimo parco ottiche già esistente per le fotocamere EOS. La seconda usa obiettivi cinematografici PL. Assieme ai due modelli Canon ha proposto una serie di sette nuovi obiettivi EF Cinema 4K. Si tratta di quattro zoom e tre focali fisse che possono anche essere usate con fotocamere full frame. Tutti e sette gli obiettivi hanno prestazioni di classe 4K (4096×2160 pixel).

Prossimamente Canon svelerà un altro apparecchio, il vero erede della Eos 5D. Le indiscrezioni più attendibili, parlano di una fotocamera con sensore CMOS a pieno formato, in grado di realizzare video 4K, con cadenza 24 fotogrammi per secondo e una compressione Motion-JPEG. Si tratterà della capostipite di una nuova serie di reflex digitali. Nell’attesa guardate il video di presa di contatto al sito www.pmstudionews.com

Edo Prando

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La disinformazione della foto-quotidiana

Postato in data mar 14, 2012

di Sandra Quagliata e Santo Mangiameli

“…secolare minaccia di una conquista surrealista della sensibilità moderna (S.Sontag)”

Non contenibile e liquida nella storia, sincera. Così viene utilizzata all’occorrenza, didascalicamente, dalle grandi testate giornalistiche per ricalcare, sottolineare, parole già dette, scritte, stampate e per questo autoritarie e indiscutibili. Perché è vero che c’è anche la fotografia lusingatrice, quella costruita secondo l’impacchettamento televisivo, che va dalla luce alla composizione, passando per la creazione di pathos facilmente vendibile e spendibile, facilmente fruibile e infine tollerabile; ma soprattutto questa fotografia ha la grande potenza d’essere dimenticata: la morte del fotogiornalismo che invece vuole e deve costruire memoria di un paese. Ma troppo lavoro è anche soltanto passare da tutte queste qualifiche prima ancora d’essere dimenticata. Così alle dittature della seconda guerra mondiale scappa la scintilla che pure viene utilizzata durante la propaganda delle stesse, ma che inevitabilmente scappa… è la Magnum a nascere a ridosso di queste perché i fotogiornalisti vogliono dire la propria al di là delle didascalie della propaganda che li ha utilizzati all’occorrenza. Dalla nascita della Magnum, innanzitutto rivendicazione di libertà e autonomia della fotografia cosa è cambiato?
Leonardo Brogioni, giornalista di Progresso Fotografico afferma “Il problema del controllo dei fotografi è così presto risolto: si scelgono coloro che possono essere manipolabili o il cui stile è in sintonia con il messaggio che la rivista deve inviare ai propri lettori (…). La realtà professionale è fatta di fotogiornalisti che lavorano e campano realizzando, loro malgrado, servizi di scarso interesse, di bassa qualità e di poca soddisfazione economica..”
Nella pratica come si esplica questa perdita, innanzitutto, dei lettori?

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L’Enciclopedia Fotografica del 1922 e Le antiche tecniche ai tempi del digitale

Postato in data mar 13, 2012

enciclopedia L’Enciclopedia Fotografica del 1922 e Le antiche tecniche ai tempi del digitaleRodolfo Namias è uno dei padri della fotografia italiana; poderoso anche il suo lavoro di scrittore, circa trenta volumi, ognuno frutto di lunghi studi, tra cui la più nota è l’Enciclopedia Fotografica, tradotta in varie lingue estere.

Tra le sue ricerche, il processo di cinematografia Technicolor non è che una applicazione della scoperta del prof Namias sulla fissazione dei colori con mordenti metallici.

Altra notevole scoperta fu la Resinotipia: sistema basato su un nuovo principio di trasformazione artistica dell’immagine fotografica.

Editrice Progresso ha pubblicato in forma digitale la settima edizione del 1922 dell’Enciclopedia Fotografica, e il #1 de Il Progresso Fotografico del 1894:

http://www.fotografia.it/trecorsi.aspx

Le antiche tecniche ai tempi del digitale

progresso fotografico 1 L’Enciclopedia Fotografica del 1922 e Le antiche tecniche ai tempi del digitaleCon la sola eccezione del bromolio, le tecniche antiche richiedono la stampa a contatto con un negativo di grande formato. Ebbene, sta diventando sempre più difficile reperire anche la necessaria pellicola piana bianconero!

L’evoluzione informatica – non ho usato il termine “rivoluzione” perché ormai è un dato di fatto – sta invece sfornando mezzi sempre più potenti sia software (Photoshop, Lightroom) che hardware (stampanti), i quali consentono di produrre degli ottimi negativi a partire da un file, ottenuto tramite una fotocamera digitale o una scansione.

Il software consente di intervenire sull’immagine apportando tutte quelle modifiche che prima si eseguivano manualmente sul negativo (ad esempio spuntinatura, mascheratura, indebolimento localizzato, ecc.). Soprattutto, è possibile modificare l’intera gamma dei grigi per adeguare alla perfezione il negativo al processo di stampa, visto che con le Antiche Tecniche il controllo del contrasto è piuttosto limitato.

A questo riguardo, esistono almeno due testi sulla produzione di un negativo digitale (da non confondere con lo standard DNG introdotto da Adobe):

Making Digital Negatives for Contact Printing di Dan Burkholder. Prima edizione nel 1995, seconda nel 1999. Costo $ 38,95.

Si veda  il sito internet www.danburkholder.com/Pages/main_pages/book_info_main_page1.htm

Precision Digital Negatives for Silver & Other Alternative Photographic Processes di Mark Nelson. Del 2004, in CD comprendente il testo in PDF e una serie di immagini di provini e fogli Excel per il calcolo, costa $ 75. È attesa una seconda edizione aggiornata, con calcolo semplificato delle curve e adatta anche per i processi positivi.

Nelson ha recentemente ottenuto il brevetto per questo sistema (US 7,085,490 del 1/8/2006 e reperibile nel sito dei brevetti americani), che può considerarsi il più completo ora esistente.

Rispetto al sistema di Burkholder, che forza i livelli perché l’immagine venga stampata al meglio ma riducendo quindi di fatto il numero di grigi rispetto ai 256 originali, quello di Nelson prevede l’individuazione di un tono di colore che consente di ottenere il nero massimo senza distorcere eccessivamente i livelli di grigio.

www.precisiondigitalnegatives.com/

Esempi dettagliati di come si prepara un negativo digitale (stile Burkholder) si trovano in

http://unblinkingeye.com/AAPG/DigiNegs/Overview.html

http://www.kcbx.net/~mhd/2photo/outneg/outneg.htm

Da Progresso Fotografico Serie Oro 4: Le antiche tecniche ai tempi del digitale

http://www.fotografia.it/redirector.aspx?request=shop_dettaglio&uid=3404

In versione ebook

http://www.fotografia.it/redirector.aspx?request=shop_dettaglio&uid=3664

 

Dida

Dal sito Austin Alternative Process Group

http://unblinkingeye.com/AAPG/index.html

come preparare dei negativi digitali, di Gary Nored

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Instagramania. Fra poche ore anche per Android.

Postato in data mar 10, 2012

Instagram è una applicazione gratuita per iPhone/iPad/iPod, e fra pochissimo (si dice questione di ore) anche per Android, che consente di scattare fotografie con effetti che le rendono simili a quelle delle Polaroid (da cui il suffisso Instant).

Le foto così ottenute possono poi essere condivise su quasi tutti i social network. Ma non solo.

Programmi aggiuntivi come http://followgram.me/ , http://ink361.com/ , http://statigr.am/ espandono le potenzialità di questo software offrendoci la possibilità di entrare a fare parte di community, trovare amici “di foto”, controllare le statistiche, ottenere nuovi effetti il tutto utilizzando il nostro account Instagram.

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