La fine della fotografia creativa?

Postato in data feb 29, 2012

Ultimamente mi sono ritrovato in un workshop di fotografia di matrimonio.

Nonostante già altre volte avessi notato come l’uso di apparecchiature diverse ( dai flash ai trigger, dal corpo macchina agli obiettivi, polarizzatori e via dicendo) desse risultati molto diversi, mai come questa volta la “luce” è apparsa davanti ai miei occhi.

Preciso che il primo insegnamento  è che la fotografia di matrimonio è anche, se fatta a livelli veramente professionali, più competitiva di quella fashion e glamour.

Quello che mi sbalordisce quando vengo a contatto con chi ha mestiere e soldi sufficienti per comprare l’avanguardia delle tecnologie Nikon e Canon, è la resa grafica differente quando i corpi macchina passano dal  semiprofessionale al professioniale.

Mi stupisco perchè premendo entrambi i nostri pulsanti di scatto, la differenza di primo impatto visivo e di informazioni contenute all’interno della foto è incredibilmente superiore alle mie aspettative. Si dirà che questa è la scoperta dell’acqua calda. In un certo senso lo è. In un altro fa riflettere questo: che con il progredire della tecnologia, e con la conoscenza del fotoritocco (qualsiasi programma si usi-purchè di buon livello) , la sensazione finale è che si arriverà ad una sorta di catena di montaggio fotografica.

Sempre meno la creatività, la sensibilità e il pensiero umano applicato al momento dello scatto, sempre più quello usato da ingegneri progettisti.

E allora, per quanto il tema sia dibattuto, come successo in altri campi dove la tecnologia ha fatto passi da gigante cancellando l’artigianalità, a me sembra che tra qualche anno la figura del fotografo professionista potrebbe anche sparire.

Pensiero alienante, ma credo fondato.

Simone Lettieri

www.simonelettieri.com

Leggi Tutto

Remove e il tocco magico: dici finalmente addio alle foto rovinate dai passanti

Postato in data feb 29, 2012

Che rabbia!  E’ questa la sensazione che tanti di noi provano quando, dinnanzi a un monumento famoso o a un panorama mozzafiato, il solito passante disattento e frettoloso rovina con la sua ingombrante ed indesiderata presenza i nostri scatti piu’ belli. Ma niente paura, d’ora in poi potremo eliminare dalla scena con un semplice tocco il “solito” Forrest Gump di turno grazie  a Remove, la nuova funzione inventata della casa svedese Scalado.

L’applicazione, in attesa di finire sui cellulari di milioni di persone, sarà presentata ufficialmente al prossimo World Mobile Congress di Barcellona. La Scalado, grazie alle sue recentri e strabilianti innovazioni del post produzione applicato al mobile è riuscita ad accaparrarsi un’ottima fetta di mercato grazie all’introduzione di prodotti come Rewind, capace di selezionare la posa migliore dei soggetti in un ritratto, o la fotografia multi-angolo, capace di rendere visibili dettagli importanti attorno al soggetto.

Anche se queste tecnologie non finiranno in una app di successo, perché sono indirizzate direttamente ai produttori di telefonia mobile, è chiaro che proprio dagli store per cellulari è partita la rivoluzione della fotografia non professionale appannaggio degli smartphone, con un’offerta ormai smisurata di applicazioni per tutti i gusti.Fino ad oggi abbiamo potuto solo avvicinarci a qualcosa di simile a Remove, anche se software come TouchRetouch che integra funzioni per cancellare dalla scena oggetti indesiderati o per clonare parti dell’immagine, hanno solo tentato d’avvicinarsi all’indiscusso re di queste soluzioni tentando di scalfire la sua innovativa reputazione.

scalado remove 300x166 Remove e il tocco magico: dici finalmente addio alle foto rovinate dai passanti

Leggi Tutto

Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Light

Postato in data feb 29, 2012

lupolight 300x70 Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Light

Lupo Light, azienda leader nella produzione di fluorescenze, lancia sul mercato I nuovi pannelli a Led ad alta resa cromatica.

Sono circa due anni e mezzo da quando la direzione della Lupo Light decise di studiare e progettare dei pannelli a led idonei alla corretta ripresa sia con le telecamere che con le nuove fotocamere DSLR, capaci di averelupoled fotografia 300x224 Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Light oltre ad un’ ottima definizione fotografica anche un’ eccellente capacità di ripresa video.

Con l’ avvento di queste nuove fotocamere si imponeva per i fotografi sempre di più l’ esigenza di avere delle luci continue capaci di seguire il soggetto da riprendere in movimento, e pertanto dei pannelli molto leggeri, autonomi, dotati cioè di batteria, e con luce diurna(5600° K) o artificiale (3200° K) a seconda delle necessità, gestibili anche a mano.

Queste linee guida erano state espresse dalla direzione della Lupo Light allo staff tecnico dell’azienda per realizzare degli apparecchi che, a giudizio di molti fotografi professionisti e di esperti operatori video, sono considerati i migliori pannelli oggi esistenti sul mercato, sia dal punto di vista cromatico sia dal punto di vista meccanico, per ciò che concerne la leggerezza e la praticitò d’ uso.

Una delle principali difficoltà incontrate è stata la necessità di realizzare delle sorgenti luminose a led costruite appositamente ad uso fotografico e video, che ha richiesto più di due anni di ricerca e sviluppo.

Occorre, infatti, precisare il fatto che la temperatura dichiarata dei led (5600° o 3200° K) non definisce affatto la bontà dei led stessi, la quale, invece, viene meglio identificata con il CRI (color rendering index ), il quale più è alto, più caratterizza il bilanciamento generale dei colori senza picchi di dominanti.

Questi led  ad alto CRI con uno spettro perfettamente bilanciato sono stati ottenuto grazie all’insistenza dello staff tecnico della Lupo Light presso una rinomata casa costruttrice di led, l’unica che si è detta in grado di costruire tali led di molto difficile realizzazione, tanta è la difficoltà di reperimento dei fosfori selezionatissimi necessari e lo spolvero degli stessi con nuove macchine estremamente tecnologiche.

comparazionerita 300x265 Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Light

Il risultato è stato, però, eccezionale e, anche se i led hanno un costo molto elevato, il risultato dei pannelli costruiti con questi led riempiono di soddisfazione chi li usa, perchè hanno un bilanciamento di colore pressochè assoluto.

 

Il fatto non è da poco conto, se si pensa, ad esempio, che durante una ripresa all’ esterno, il viso di una persona illuminata, diciamo, a destra dalla luce solare ed a sinistra, invece,dalla luce di un pannello a led, se il pannello è ad alto CRI la macchina si setta facilmente e le due luci si miscelano perfettamente, se il pannello è a basso CRI (con dominante verde) la macchina non  riesce a bilanciare.

Questa premessa sulle piastre a led è molto importante  come non lo sono da meno le caratteristiche meccaniche ed elettroniche di questi nuovi pannelli Lupoled. Per la parte meccanica si è scelto un corpo realizzato in fibra di carbonio poichè leggera e molto resistente anche agli urti.

La parte elettronica è costruita con componenti miniaturizzati di ultima generazione senza l’utilizzo di condensatori elettrolitici per una lunghissima durata nel tempo.

I led Lupo Light, oltre ad avere un CRI> 94 ed essere a 5600° K o a 3200° K, hanno una durata di oltre 50000 ore.

I pannelli LUPOLED 560 hanno inoltre un ridottissimo consumo di appena 38W con una resa luminosa pari a 650W di una lampada a incandescenza.

Sono ideali per le riprese di matrimonio e cerimonia (perchè molto leggeri e alimentabili a batteria), per ritrattistica, moda, still life e riprese video. Possono essere dimmerati con precisione da 0 a 100%, senza variazione di temperatura colore, e possono essere utilizzati per illuminare la scena o, anche a mano, posti vicino al soggetto da fotografare.

lupoled batteria 300x224 Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Lightlupoled alimentatore 300x224 Nuovi pannelli Lupoled 560 di Lupo Light

I pannelli LUPOLED 560 possono funzionare a rete (100 V – 240V) oppure a batteria Lupo Light con attacco V-Mount.

 

Con la speciale batteria superleggera (appena 600 gr), i pannelli LUPOLED hanno un autonomia di circa 3 ore a massima

 potenza e questa caratteristica Li rende particolarmente idonei a riprese in esterno.

Per ulteriori informazioni sui nuovi pannelli LUPOLED potete visitare  http://www.lupolight.it/fotografia/illuminatori-led.html

Leggi Tutto

Nikon D800: Nikon rinnova la sua gamma “pieno formato” e strizza l’occhio al video

Postato in data feb 28, 2012

Nikon 800, presa di contatto

Nikon rinnova la sua gamma “pieno formato” e strizza l’occhio al video

Abbiamo avuto occasione di toccare con mano uno dei primi esemplari di Nikon D800 giunti in Italia. Un pre-serie di quelli che, solitamente, sono presentati in anteprima a professionisti del settore. L’impressione è stata molto favorevole. A cominciare dall’ergonomia dell’apparecchio: migliorata rispetto alla precedente pari classe D700. S’impugna meglio e le dita vanno naturalmente sui comandi.

Numerose le novità. Quella che colpisce maggiormente riguarda la modalità di ripresa video. Nikon, oramai, ha imboccato decisamente la strada del video e, prima con la D4  ora, con la D800, si pone come serio concorrente di Canon. Un bel match, quello che vedremo nei mesi a venire. Nikon D800 fornisce video in due formati di Full HD: FX, cioè a sensore pieno formato e DX, con sensore “croppato”; la cadenza di ripresa va da 60 a 24fps in estensione .MOV/H.264. L’interfaccia HDMI garantisce l’uscita non compressa del file, cosa questa certo molto apprezzata dai videomaker che utilizzano registratori esterni e desiderano lavorare su un file che abbia tutte le potenzialità intatte.

Come nella D4 è presente l’uscita audio in cuffia, oltre naturalmente a un ingresso per microfono esterno. I livelli dei due canali della registrazione stereo sono anche visualizzati nel monitor LCD. Nella modalità Live View è possibile variare a motore il valore di diaframma, con incrementi di 1/8 di stop. La cosa è interessante per chi voglia un buon controllo della profondità di campo, da usare in modo creativo. L’effetto rolling shutter è stato ridotto in modo significativo, così come i disturbi block noise. L’attivazione della ripresa avviene, oltre che mediante un comodo pulsantino rosso situato vicino al pulsante di scatto, anche attraverso il Camera Control Pro2. Tra le altre caratteristiche che vale la pena notare, i 36MP che fanno di questo apparecchio un concorrente anche nei confronti dei dorsi digitali. La D800 offre alcuni strumenti creativi interessanti, che permettono elaborazioni e interventi sul file direttamente on-camera. Tra questi  HDR regolabile da 1 a 3 EV; il time lapse Movie che crea automaticamente una sequenza video da una sequenza di foto scattate a intervalli.

Gli appassionati delle soluzioni eleganti, troveranno interessante l’escamotage adottato per quanto riguarda la motorizzazione del box specchio, completamente ridisegnato per meglio rispondere alle funzioni video. Otturatore, specchio e diaframma sono, infatti, comandati separatamente. Queste sono solamente alcune delle novità dell’apparecchio. Quelle che ci hanno maggiormente colpiti al primo approccio. Un test più approfondito quando disporremo di un esemplare di serie. Intanto potete conoscere maggiori caratteristiche dell’apparecchio nel video in home page di www.pmstudionews.com. Particolare interessante: il video è stato girato con l’ammiraglia della casa, la nuova Nikon D4.

Edo Prando/pmstudionews

Leggi Tutto

James Nachtwey, premio per la pace di Dresda.

Postato in data feb 19, 2012

James Nachtwey, riconusciuto come il miglior fotoreporter di guerra al mondo, è stato premiato l’11 Febbraio con il Dresden International Peace Prize.

“Sono stato chiamato un fotografo di guerra, ma sento che il mio lavoro è quello di un fotografo contro la guerra”.

Prima di lui premiati il nobel Laureate e Michail Gorbaciov. Il riconoscimento viene dato nel giorno dell’anniversario della distruzione di Dresda, nella Seconda Guerra Mondiale.

Cosi’ lo descrive un altro premio Nobel, Bobel, vicepresidente della giuria:”James è uno che senza considerazione del pericolo e dei danni in cui può incorrere, dona foto sulla guerra che non potranno mai andare dimenticate”.

Diventato fotografo quando ancora studente fu colpito dalle fotografie che riportavano il conflitto vietnamita, l’impegno di Nachtwey è stato definito “sacerdotale ed ossessivo”. Presente in Afghanistan, Bosnia, Iraq (dove fu gravemente ferito), è profondamente convinto del potere dell’immagine nella comunicazione.

Nel 1992, una sua foto finita sulla copertina del Times, concernente il conflitto somalo, fece da lente di ingrandimento su quella guerra, causando una mobilitazione internazionale che salvò, secondo gli esperti ONU, un milione e mezzo di persone.

La sua fama è dovuta anche al suo incredibile controllo delle emozioni: nella maggior parte dei conflitti bellici spesso giornalisti e fotografi si ritrovano la sera a bere per superare l’impatto quotidiano della violenza. Come invece già menzionato sopra, James riesce a vivere in forma monacale la sua esperienza, che forse è meglio definire vocazione.

Simone Lettieri

www.simonelettieriblog.com

Leggi Tutto