Cosa è Fotografia 3.0?

Postato in data dic 31, 2011

banner1 Cosa è Fotografia 3.0?Ringrazio tutti coloro che hanno aderito a questo progetto e a coloro che si aggiungeranno!! Cos’è Fotografia 3.0? E’ un contenitore informativo ad alto contenuto tecnologico e si pone come obiettivo quello di divulgare notizie originali, interessanti e innovative, sia dal profilo tecnico che artistico, siamo riusciti a ottenere importanti collaborazioni da realtà di grande prestigio nel panorama fotografico nazionale. Sarà il primo blog senza pubblicità propria, infatti i banner presenti sono esclusivamente quelli di coloro che hanno ufficializzato la collaborazione, per dare a loro massima visibilità grazie al bacino di utenti che abbraccia il domiad photo network a cui fotografia 3.0 si appoggia, che conta oggi oltre 300.000 visitatori al giorno.
Siamo in cerca di collaborazioni tra blogger, esperti di postproduzione e altre realtà che gravitano intorno alla fotografia in Italia.
Il nostro obiettivo è quello di realizzare un blog esclusivo e dai contenuti innovativi, trattare argomenti nuovi e approfondirne altri già trattati con l’ausilio dei vostri commenti e approfondimenti.
Affronteremo anche lo studio di tutti quegli elementi (hardware e software) che gravitano intorno alla fotografia.
Non sarà il solito blog ma qualcosa di nuovo e fuori dagli schemi classici, invito quindi chi volesse partecipare e collaborare con noi a scrivere a domiad@hotmail.com (che sono io).
Colgo l’occasione di ringraziare tutti coloro che mi hanno dato fiducia in questo progetto, a partire da Paolo Namias  – Editrice Progresso, Corrado Cabras – Photofuture 3D, Maria di Martino – Corel Corporation, Marco Olivotto e Marco Diodato – Color Correction Campus , Edo Prando e Marina Macrì – PMStudio News e Otino La Palombara – Otino 3.0.

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Corel® Painter™ 12 ora disponibile in italiano

Postato in data dic 30, 2011

PTR12 2D jpeg 222x300 Corel® Painter™ 12 ora disponibile in italianoCorel® Painter™ 12 ora disponibile in italiano

Gli utenti che hanno acquistato la versione in inglese di Corel® Painter™ 12 possono ora scaricare la versione in italiano gratuitamente

Maidenhead, Regno Unito – 6 ottobre 2011 – Dopo il lancio internazionale della versione inglese di Corel® Painter™ 12, Corel ha oggi il piacere di annunciare la disponibilità della versione in italiano dello studio d’arte digitale più potente al mondo.

La versione in inglese è stata accolta con grandissimo entusiasmo dagli utenti e dai media. Con il lancio della versione italiana i fan italiani di Painter potranno ora trarre il massimo dal loro studio d’arte digitale. Con i nuovi pennelli realistici, strumenti artistici all’avanguardia, aree di lavoro personalizzabili e prestazioni velocizzate, sia su Mac OS® che su Windows® , Painter 12 apre la strada a nuove possibilità creative come nessun altro prodotto della sua categoria è in grado di fare. Con l’introduzione degli strumenti Acquarelli realistici, Pittura ad Olio, Pittura Simmetrica e dell’ipnotico Caleidoscopio, Corel Painter 12 setta lo standard per un’esperienza artistica digitale davvero completa ed espressiva.

Disponibilità e prezzi
I clienti che hanno acquistato una copia della versione completa o di upgrade in inglese di Corel Painter 12 possono scaricare gratuitamente la versione in italiano. Per maggiori dettagli sull’aggiornamento gratuito, i clienti possono contattare il Supporto Corel, come indicato alla pagina http://www.corel.com/. Gli utenti di Painter 10 o Painter 11 possono effettuare l’upgrade a Painter 12 al prezzo di € 216,59 (IVA inclusa).

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Test Nikon J1 – A cura del Centro Studi Progresso Fotografico

Postato in data dic 30, 2011

Copertina TF gennaio Test Nikon J1    A cura del Centro Studi Progresso Fotografico

Da Tutti Fotografi gennaio 2012

Come funziona l’autofocus ibrido di Nikon J1

Nella Nikon J1 è implementato un nuovo sistema di messa a fuoco automatica definito ibrido, perché utilizza sia il sistema a rilevamento di fase che quello a rilevamento di contrasto

Il sistema AF a rilevamento di fase della Nikon 1

L’autofocus a rilevamento di fase è quello normalmente implementato sulle fotocamere reflex. Prima Fuji ed ora anche Nikon sono riuscite ad implementarlo all’interno del sensore immagine CMOS della fotocamera, cosicché è possibile disporre di questo sistema AF anche in assenza dello specchio reflex. Vediamo come funziona.

Normalmente ogni microlente del sensore immagine concentra tutta la luce su un singolo elemento sensibile. Se però questo elemento sensibile viene diviso in due parti la luce proveniente dalla parte sinistra dell’obiettivo e quella proveniente dalla parte destra raggiungono due elementi sensibili distinti. E’ quindi possibile comparare le immagini formate dalla parte destra e da quella sinistra dell’obiettivo. In pratica è il sistema di funzionamento del telemetro.

Quando le due immagini coincidono il soggetto è a fuoco, quando invece appaiono spostate una rispetto all’altra il soggetto è fuori fuoco. A seconda della direzione e dell’ampiezza dello spostamento (in base alla focale dell’obiettivo), è possibile definire la distanza del soggetto e quindi correggere opportunamente la messa a fuoco dell’obiettivo.

Nikon ha poi aggiunto un sistema che migliora ulteriormente la messa a fuoco.

Quando l’obiettivo è notevolmente fuori fuoco è difficile identificare lo spostamento delle due immagini prodotte dal sistema AF, soprattutto se esse vengono prodotte da un obiettivo di grande apertura; in tal caso il sistema AF interviene chiudendo progressivamente il diaframma in modo da generare due immagini più nitide, grazie alla maggiore profondità di campo; le immagini risultano quindi più facilmente analizzabili.

Purtroppo la necessità di utilizzare un diaframma piuttosto chiuso e soprattutto le piccole dimensioni dei due “mezzi pixel” fanno sì che il sistema funzioni efficacemente solo in situazioni di media e alta luminosità.

Per le basse luci diventa necessario ricorrere al più tradizionale sistema a rilevamento del contrasto.

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GoPro per riprese “dentro” l’azione – Da Tutti Fotografi gennaio 2012

Postato in data dic 30, 2011

La GoPro è una foto-video camera pensata in funzione di quanti praticano sport; è piccolissima e leggera e dispone degli accessori più diversi per montarla davvero ovunque.

Tra gli appassionati di action sport è un cult. La GoPro è un gioiellino tecnologico che grazie alla sua custodia anti-urto può immergersi anche ad una profondità di 60 metri!

Il cuore di questa particolare foto-video camera è davvero ridotto al minimo, e senza la custodia può stare dentro ad una tazza da caffè: 6cm di larghezza x 4cm di altezza e 3,5cm di profondità (compresa l’ottica)! Pesa solo 167 grammi, compreso la batteria e la custodia.

Il segreto del successo della GoPro è nella sua semplicità, con due soli pulsanti si può fare tutto: scattare, accedere ai menu, selezionare, accenderla e spegnerla.

Una sola ottica, un fisheye da 170° col quale, vi assicuro, si può fare di tutto.

A cura di Matteo Cappè

Date un’occhiata a questo video realizzato con la GoPro. Imperdibile!

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IL FOTOGRAFO DA CENTO MILIONI DI DOLLARI!!

Postato in data dic 28, 2011

Salve a tutti,Sono Otino La Palombara ho 30 anni abruzzese doc ed appassionato di social media marketing fino al midollo,oggi voglio bagnare questo mio debutto nella sezione web 3.0 di Fotografia 3.0 con una storia molto stimolante per Voi fotofili che in tempo di crisi sicuramente vi farà accendere la “famosa” lampadina di archimede ed emulare il protagonista di questa storia.
Tutto iniziò negli States da un ex ricercatore tale Craig Finlay ,che coltivava la vostra stessa passione ovvero la fotografia che dopo aver scattato alcune foto al matrimonio di un amico trasformò la sua passione in lavoro tant’è che iniziò ad inanellare matrimoni su matrimoni fino ad arrivare al “fatidico” matrimonio che diede la svolta alla sua carriera di fotografo.
Lui quel giorno si trovò a fotografare il matrimonio della sua amica Rebecca e decise di sua iniziativa di taggare la sposa nelle foto che la ritraevano,Tale gesto però scatenò un classico esempio di viral marketing che portò gli amici ad autotaggarsi nelle foto pubblicate dal Finlay,essendo però che in ogni foto era presente il logo dell’agenzia fotografica da lui fondata, su face book si scatenò un vero e proprio passaparola che gli portò una mole di lavoro tale da far arrivare il suo compenso a 3500 dollari.
Tale fenomeno di crowdsourcing si è poi esteso anche in Italia tant’è che da due anni su face book c’è un gruppo che si chiama Roma Sparita dove gli utenti pubblicano in bacheca delle vecchie foto della capitale e quando non ricordano il luogo della foto chiedono agli altri utenti un aiuto generando buzz nel gruppo.
Una delle ultime foto che ha avuto successo tra gli utenti è stata una foto dell’aeroporto del Littorio che dal Natale 2009 ad oggi ha ricevuto ben 120mila “mi piace” dagli appartenenti al gruppo di Roma Sparita.
Che ne pensate?vi garba come idea?

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