Uno sguardo all’indietro

Postato in data dic 24, 2012

Nel salutare e fare gli auguri a tutti gli iscritti a questo splendido blog, che leggo spesso e al quale non contribuisco tanto quanto vorrei, mi piacerebbe segnalare un articolo scritto quasi per scherzo che ha però trovato molto gradimento soprattutto nei fotografi. È partito come una retrospettiva quasi involontaria su cosa fosse il colore in fotografia prima di Photoshop, ma si può leggere come una testimonianza di un mondo che ormai quasi non esiste più. Se v’interessa, lo trovate qui e s’intitola “C’ero una volta, prima di Photoshop…”

Si tratta del mio ricordo di com’era la fotografia (camera oscura compresa) quando ero bambino, e di come mio padre fotoamatore mi comunicò ciò che conosceva e sapeva fare, spronandomi ad andare sempre avanti. A un certo punto mi sono reso conto che probabilmente non sarei mai arrivato a fare ciò che faccio ora senza quella prima spinta – quasi un imprinting.

Prendete questo spunto come il mio più sereno e felice augurio per le festività e soprattutto per il 2013. Chiudo questo mio post con una citazione dal finale di quello riportato qui sopra, che penso possa essere appropriata:

Con questo, non mi resta che augurare a tutti voi che leggete, nessuno escluso, un 2013 con molte luci e poche ombre: credo che ne abbiamo tutti bisogno, e credo che dipenderà anche da noi dove le stesse si situeranno. Al 100%, dipenderà da noi la distribuzione dei toni dell’immagine che costruiremo nella nostra vita. E vi ricordo che dove più ripida è la curva, tanto maggiore è il contrasto.Decidete poi voi cosa volete curvare, se lo volete fare, quanto volete rischiare e quanto potete sacrificare delle parti che, purtroppo e inevitabilmente, si troveranno in segmenti più piatti della curva stessa.

Buona luce, buone foto, buona vita a tutti!

Marco Olivotto

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Il colore di Marte

Postato in data ago 23, 2012

Prendo spunto dal bell’articolo pubblicato ieri da Dario Aloja, in cui si discute la risoluzione della fotocamera utilizzata dal Curiosity Rover in missione su Marte per segnalarvi una mia “elucubrazione” su un problema diverso ma connesso: il colore delle fotografie inviate dal pianeta rosso.

In breve, la NASA ha pubblicato un articolo nel quale di discute il bilanciamento del bianco delle fotografie inviate dalla sonda spaziale: un’operazione certamente necessaria per permettere agli scienziati terrestri di vedere sotto una luce familiare le scene inviate dal pianeta. A una lettura attenta, però, ho trovato alcune affermazioni poco convincenti e le ho discusse qui.

L’argomento non è fine a se stesso: anche se ovviamente esistono metodi assai sofisticati per portare a termine le osservazioni scientifiche in maniera corretta, penso che anche l’aspetto “reale” del pianeta, al di là della suggestione, abbia il suo peso. E non si tratta di un problema semplice da risolvere: quali sono le condizioni atmosferiche su Marte? Come possono influenzare la temperatura di colore media della luce? La polvere rossa in sospensione nell’atmosfera può avere un impatto su ciò che la fotocamera registra? Ma, soprattutto, si tratta di condizioni estreme o comunque paragonabili con ciò che i nostri occhi sono abituati a vedere, tra l’alba e il tramonto, sulla Terra?

Le risposte non sono ovvie: ma se c’è anche solo un minimo di similitudine tra le due condizioni di osservazioni, possiamo essere praticamente certi che quello che vedremmo con i nostri occhi su Marte non è ciò che la NASA ipotizza.

Un articolo leggero e un po’ provocatorio, che potete trovare, appunto, sul mio blog.

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Una nuova video-risorsa gratuita sulla Correzione del Colore

Postato in data mag 30, 2012

Interrompo la mia purtroppo lunga assenza, dovuta a pressanti impegni lavorativi, per informarvi che da circa una settimana è disponibile una risorsa totalmente gratuita sulla Correzione del Colore da me realizzata in collaborazione con Teacher-in-a-Box. Si tratta di un videocorso introduttivo ai concetti e alle tecniche di questo stimolante campo di utilizzo di Photoshop che abbiamo voluto rendere pubblico a costo zero per ringraziare la community che nell’ultimo anno è cresciuta attorno alla materia e (anche) ai miei corsi, in video e in classe.

Il corso, intitolato PHOTOSHOP-TUTTO L’OCCORRENTE PER MUOVERE I PRIMI PASSI NELLA CORREZIONE COLORE, è disponibile qui e siete naturalmente tutti invitati a visionarlo e a commentarlo!

I materiali e i metodi del videocorso, che dura circa due ore e mezza, sono tratti dall’esperienza maturata nell’arco delle undici classi di Correzione del Colore da me tenute nell’arco dell’ultimo anno – i CCC – Color Correction Campus. Ulteriori informazioni sulle classi sono disponibili qui, e spero di conoscere qualcuno di voi al prossimo Campus organizzato a Milano nel week-end 9-10 giugno 2012 da FineArtClub come già annunciato su questo stesso blog nell’articolo di Dario Aloja. Naturalmente un videocorso di questa durata non può contenere né tutti i materiali trattati in classe né quelli che si dipanano attraverso gli altri sette videocorsi specifici da me realizzati sempre per Teacher-in-a-Box, ma ritengo che sia un buon entry point per coloro che magari si stanno avvicinando solo ora alla materia, e certamente è un buon compendio per chi ha frequentato i corsi di primo livello in aula.

Per chi fosse interessato ad altre risorse, discussioni e simili: il mio blog personale e il gruppo CCC su facebook.

Infine – ma non per questo meno importante: nelle prossime settimane conto di tornare a scrivere attivamente su questo blog, e mi scuso ancora per la forzata assenza. Per ora vi posso annunciare che all’inizio di giugno registrerò un ulteriore videocorso dedicato a… no, suspence, non si dice! Sarà, credo, una delle poche se non l’unica risorsa in Italia ad affrontare organicamente un argomento estremamente importante a livello di post-produzione che viene chiesto, chiesto e richiesto ancora durante le classi. Spero che avremo modo di parlarne a breve su queste pagine!

Un cordiale saluto a tutti,

Marco Olivotto
https://www.facebook.com/molivotto

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La Correzione del Colore: di luci e di ombre

Postato in data gen 22, 2012

Introduzione

A volte le idee più fondamentali nascono da osservazioni apparentemente banali. Una delle mie preferite è la seguente: «Tutto ciò che è detto è detto da qualcuno». Questa frase appare in un’opera del 1985 di Maturana e Varela, due neurobiologi cileni. Sembra innocua, ma da essa scaturisce in pratica l’intera teoria del costruttivismo, che in sostanza mette in discussione la possibilità di una conoscenza oggettiva della realtà. In altri termini: tutto ciò che percepiamo è soggettivo.

Nella CC, come scrivevo in un mio recente articolo, abbiamo bisogno di stabilire una qualche regola – o serie di regole – che ci permetta di definire il concetto di “immagine migliore”. E questo non è così semplice come potrebbe sembrare.

Sgombriamo subito il campo da un possibile equivoco. Quando parliamo di “immagine migliore” non intendiamo “migliore in senso assoluto”, ma sottintendiamo “immagine migliore rispetto a un’altra”. Ovvero, cerchiamo di stabilire una sorta di ordine all’interno di una serie di versioni diverse della stessa immagine. Anche perché non credo che possa esistere, semplicemente, una versione di un’immagine che sia inequivocabilmente considerabile migliore di qualsiasi alternativa.

Vorrei lanciare, per iniziare, un’osservazione apparentemente banale quanto quella riportata sopra: «A parte un solo caso eccezionale, qualsiasi immagine ha un punto più chiaro e un punto più scuro». Il caso eccezionale è rappresentato naturalmente da un’immagine consistente in un’unica area di colore rigorosamente uniforme, ovvero quello che in termini tecnici viene definito “swatch” o “campione”. Mentre in questa immagine la luminosità non varia a causa della sua uniformità, qualsiasi altra immagine, anche il più tenue dei gradienti, ha un punto più chiaro e un punto più scuro.

Come sbagliare una fotografia

Per comprendere in profondità la natura di questi due punti, dobbiamo liberarci da un fardello pesante: la nostra istintiva convinzione che questi punti siano assoluti. Permettetemi un esempio.

Original OK La Correzione del Colore: di luci e di ombre

L’immagine che vedete qui sopra rappresenta la pagina di un libro da me fotografata in condizioni di luce artificiale all’interno di una stanza. È uno scatto realizzato ad hoc e assolutamente senza pretese, fatto a puro scopo dimostrativo. Ho poi fotografato lo stesso libro dopo avere ridotto il livello di illuminazione della pagina e mantenendo esattamente le stesse identiche condizioni di esposizione. Il file originale RAW, sviluppato con gli stessi parametri del precedente, dà questo risultato:

Original Under La Correzione del Colore: di luci e di ombre

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La Correzione del Colore: percezione e suggestione

Postato in data gen 18, 2012

Introduzione

Come molti di voi sanno, mi occupo principalmente di Correzione del Colore in Photoshop (CC da qui in poi): sono stato allievo di Dan Margulis e da circa un anno ho iniziato a esercitare attività didattica in questo campo.

Quando si inizia a spiegare qualcosa di sconosciuto ai più è sempre importante spiegare di cosa si sta parlando. A questo proposito, mi ricordo spesso dell’esordio della mia insegnante di filosofia quando in prima liceo classico iniziò il suo corso. Il problema, ci disse, era definire cosa fosse la filosofia. E ci fece un ottimo esempio chiedendoci: “che cos’è una via ferrata?” Non è difficile, di per sé, spiegare che si tratta di un percorso alpinistico ben tracciato e attrezzato per la salita. La vera difficoltà è un’altra: chiunque abbia percorso una volta una via ferrata sa istintivamente di cosa si tratti, mentre per chi non l’abbia fatto il concetto rimane comunque nebuloso a dispetto delle definizioni.

Penso che lo stesso si possa dire della CC: mano a mano che la si pratica, si affinano non solo le tecniche ma anche la percezione di cosa effettivamente sia la CC.

Partirò dunque con due cose: una definizione e un esempio che considero calzante.

Una definizione

Cerchiamo di rispondere alla domanda: a cosa serve la CC?

Con una pistola puntata alla tempia, risponderei questo: la CC è un insieme di tecniche che ci permette di produrre un’immagine migliore rispetto a un originale dato.

Come comprendete, ho giocato molto sporco, spostando il problema. Nella frase precedente ogni parola è ben definita, tranne una: migliore. Per affermare che qualcosa è meglio di qualcos’altro dobbiamo necessariamente dare un criterio che definisca il più univocamente possibile il concetto di “migliore”. Questo non è facile, perché subentrano il gusto, l’inclinazione personale, in generale le valutazioni soggettive.

Un esempio

Fabio Mannucci è uno degli allievi che ha frequentato il CCC – Color Correction Campus di Roma nel mese di ottobre 2011. Ha sostanzialmente iniziato da zero nel campo da pochi mesi: ma in dicembre è risultato vincitore di un contest da me lanciato sul nostro gruppo su facebook che vi invito a visitare. Il contest prevedeva la CC di una fotografia da me scattata intitolata Sundown. Vi presento qui l’originale:

Originale per Blog e1326847601937 La Correzione del Colore: percezione e suggestione

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