Fujifilm X Pro-1, la mirrorless per professionisti
Negli ultimi tempi Fujifilm sta tornando alla grande nel mondo delle fotocamere con prodotti di qualità. Fujifilm X Pro-1 è l’ultimo di questi. Si tratta di un apparecchio della classe New System Camera, quelle fotocamere finora definite mirrorless, senza specchio reflex. Definire la X Pro-1 mirrorless è, infatti, riduttivo perché l’accomunerebbe ad altri apparecchi che, in comune, hanno solo la mancanza dello specchio. Già a prima vista la Fujifilm X Pro-1 s’impone come fotocamera professionale ricordando il design della Leica. Un esame più approfondito conferma questa prima impressione. Corpo in robusto metallo e un mirino luminosissimo che prende il meglio del mirino galileiano e di quello elettronico. Novità assoluta, poi, è il sensore. Si tratta di un CMOS APS-C da 16.2 megapixel, sulla cui superfice i pixel sono disposti in modo “casuale”, a imitazione della disposizione dei granuli d’argento della vecchia pellicola agli alogenuri. Ciò ha permesso di eliminare il filtro low-pass, quello che riduce il moiré, guadagnando in definizione. Il costruttore afferma che la qualità del file ottenuto con questo nuovo sensore è paragonabile a quella di un file ottenuto con una fotocamera a pieno formato. L’apparecchio arriverà sul nostro mercato tra qualche mese. Allora lo potremo provare e farvi “toccare con mano” pregi e difetti. Intanto, per saperne di più, guardate il video seguente pubblicato nel sito
Edo Prando
Leggi TuttoNikon D4, prima presa di contatto
Dopo tanti rumors da questa mattina è ufficiale: la nuova ammiraglia Nikon si chiama Nikon D4. La novità più importante, rispetto alla precedente Nikon D3 è l’introduzione della modalità video. Un video di alta classe, che si pone in concorrenza con quello offerto dalla Canon D1x, da poco presentata. Offre i formati H264 e MPG-4 e la possibilità di controllare l’audio in registrazione sia in cuffia, sia sullo schermo LCD. Interessante anche la presenza di una presa Ethernet che consente il collegamento al computer diretto. Possibilità certo apprezzata dalle produzioni video professionali. Tra le altre caratteristiche generali da segnalare: i tasti comando illuminabili, il miglioramento della funzione autofocus, resa più sensibile e più adatta alla focheggiatura continua durante la ripresa video; lo schermo LCD posteriore migliorato con l’aumento dei pixel e, caratteristica interessante, l’adozione di un sistema anti appannamento che sarà certo apprezzato dai fotografi sportivi, da quelli di viaggi e di montagna. La sensibilità normale va da 100 a 12.800 ISO eventualmente espandibili alla fantastica sensibilità di 204.800. Migliorata l’impugnatura e l’ergonomia, anche con l’adozione di un doppio comando che facilita le ripresa verticali. Infine, questo rapido colpo d’occhio, non può far passare inosservata l’adozione di un doppio slot che accetta una tradizionale CF Card e la nuova Card ad alta velocità e capacità XQD. Un video in italiano con la prima presa di contatto con la Nikon D4 lo trovate a questo link www.pmstudionews.com Buona visione.
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Nikon J1 in funzione Slow Motion
Nikon J1: video e foto ad alta velocità
La ripresa in slow motion, il rallentamento dei movimenti veloci, era una caratteristica delle costose videocamere professionali o semiprofessionali. Oggi è possibile ottenerlo anche con fotocamere di prezzo medio. Ultime, in ordine di tempo, le due Nikon della serie 1: rispettivamente V1 e J1. Si tratta di fotocamere sostanzialmente uguali. Unica differenza: il mirino elettronico, posseduto dalla V1 e mancante nella J1, che si accontenta del solito display posteriore. La piccola limitazione non influisce affatto sulla qualità dei file mentre influisce sul prezzo: minore rispetto alla V1. Questo il motivo che ci ha spinti a provare la ripresa veloce della J1: con circa 500 euro possiamo cimentarci in effetti che, in altri tempi, avrebbero richiesto un’attrezzatura molto più costosa. Come sempre, abbiamo effettuato una prova pratica in condizioni reali d’impiego. L’obiettivo montato era lo zoom di base 10-30mm, circa un 27-85mm, dal moderato grandangolo al moderato teleobiettivo: le focali più usate. Impostare i parametri di ripresa è molto facile. Si ruota, sul retro della fotocamera, la ghiera con i simboli delle modalità di ripresa portandola sull’icona della videocamera poi, sempre sul retro, si preme il pulsante Menu per scegliere la frequenza di ripresa. Si può scegliere tra 400 fotogrammi al secondo e 1200 fotogrammi. Una così elevata cadenza di ripresa costringe a qualche compromesso. Il file prodotto ha dimensioni di 640×240 pixel per la ripresa a 400fps e della metà, 320×120, per la ripresa a 1200fps. Sia in un caso sia nell’altro non abbiamo una ripresa lunga a volontà, ma limitata a cinque secondi. Può sembrare uno svantaggio, ma non lo è. Infatti la riproduzione del video avviene alla cadenza di 30 fps, il che significa che cinque secondi di ripresa continua a 400fps corrispondono a una sequenza di 13,3 secondi, e di circa 40 secondi nel caso della ripresa a 1200fps. In altre parole, una azione veloce che si svolge in cinque secondi, sarà vista, rispettivamente come si svolgesse in 13 o 40 secondi. Tempi video di tutto rispetto.
A ben guardare un piccolo neo è la grandezza del file. Il suo formato è 16:9, il medesimo delle riprese in HD a piena risoluzione prodotte dalla modalità di ripresa normale della Nikon J1, ma la risoluzione è minore: 640×240 pixel nel caso della cadenza a 400fps. Risoluzione, tuttavia, ancora buona, anche se il filmato è visto in un moderno televisore ad alta risoluzione. Il risultato non soddisfa molto nella ripresa a 1200fps. La risoluzione è la metà e la definizione visibilmente scade. Ci si chiederà perché all’aumento della cadenza di ripresa il costruttore abbia diminuito la risoluzione. La risposta è semplice: solo in questo modo poteva garantire il veloce trasferimento dati dal sensore al processore. Altra caratteristica interessante della Nikon J1 è la possibilità di riprendere immagini fisse a una cadenza massima di 60fps. Il risultato è una sequenza di fotogrammi fissi che scompongono il movimento in tanti attimi consecutivi, permettendo di analizzarlo meglio. Sia nella ripresa video, sia in quella foto l’apparecchio imposta automaticamente il programma di ripresa P, nel quale tempi e diaframmi sono decisi dal “cervello” della macchina in base alla sensibilità ISO impostata.
A chi possono servire le riprese ad alta velocità, oltre al divertimento di vedere una qualsiasi azione al ralenti, è presto detto. Lo sport è il campo di elezione. Ad ogni sportivo che pratichi con un certo impegno una disciplina è utile farsi riprendere al rallentatore e analizzare nel dettaglio i propri movimenti. Solamente in questo modo può rendersi conto degli errori e correggerli: uno slalom sugli sci iniziato troppo presto o tardi; la posizione scorretta in sella durante un salto a cavallo; la giusta impugnatura della racchetta per un servizio nel tennis. Gli esempi sono molti. Noi, per la nostra prova sul campo abbiamo ripreso le evoluzioni degli atleti del Parkour, quel recentissimo sport che vede gli atleti volteggiare sugli ostacoli urbani: scale, muretti, cancellate e quant’altro.
Li potete vedere nel video sopra pubblicato, così come altri video realizzati da noi sul nostro sito: www.pmstudionews.com
