Rivoluzione Fotografo 3.0: il futuro oltre il digitale
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Fino ad oggi quanti di voi si sono chiesti: “scelgo una macchina con sensore CCD o sensore CMOS?” E, come l’asino di buridano, hanno impiegato mesi prima di effettuare con cura la loro scelta. Tanti però oggi ringraziano d’aver ignorato le cavillose specifiche tecniche lasciandosi andare ad una scelta di petto basata solo ed esclusivamente sulle proprie esigenze.
Le due tecnologie, infatti, non sono semplici da mettere a confronto a causa delle fuorvianti politiche delle case produttrici che, esclusivamente per questioni di carattere commerciale,tendono a mettere in risalto i vantaggi di una e dell’altra tecnologia dimenticando le esigenze “reali” del consumatore. I sensori CCD (charge coupled device) e CMOS (complementary metal oxide semiconductor), sono due tecnologie oggettivamente diverse ma non per questo inferiori l’una all’altra. Entrambe le tecnologie, infatti, convertono la luce in carica elettrica che viene poi processata come segnale elettrico uno analogico e l’altro digitale.
Mentre il sensore CCD trasferisce ogni carica del pixel su di un numero limitato di nodi per poi essere convertito in un valore di tensione e memorizzato nella macchina in analogico, il sensore CMOS invece integra in sé l’amplificatore di segnale, il correttore di rumore ed uno specifico circuito che consente ad ogni pixel ad una specifica conversione di carica in digitale. Fino ad oggi il CCD ha offerto ottime prestazioni in settori dove era richiesta un’elevata qualità d’ immagine, mentre il sensore CMOS è stato maggiormente apprezzato da chi desidera basso consumo e dimensioni ridotte.
Il futuro, la vera innovazione nel campo della fotografia moderna, invece, è rappresentata da Lytro, la fotocamera tridimensionale capace di rendere datata anche l’era digitale. Lytro, grazie alla capacità di cogliere i dati relativi alla direzione dei diversi raggi luminosi, permette di cogliere l’attimo nella sua totalità, aspetti d’un immagine fino ad oggi sconosciuti. La velocità offerta è senza precedenti e, grazie al Light Field, Lytro permette di registrare la luminosità, l’intensità e soprattutto la direzione di ogni singolo raggio di luce al momento dello scatto.
Il vantaggio di possedere una fotocamera “Plenottica” come Lytro è che non devi preoccuparti di mettere a fuoco,impostare e reimpostare, tutte le informazioni saranno memorizzate nell’immagine che potrai modificare a tuo piacimento sul pc in fase di post-produzione. Lytro sarà disponibile nei negozi i primi di gennaio ad un prezzo che oscilla tra i 290 e i 360 euro e sarà presentata al pubblico in una versione tutta particolare. La sua forma a tubo, infatti, si discosta notevolmente sia dalle digitali che dalle classiche reflex ed è formata da due estremità: una con una lente e l’altra con uno schermo che ricorda molto un iPod Nano.
Dario Aloja
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