Paperlit: un nuovo modo di “vivere” le riviste in pdf per iPad
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Oggi, purtroppo, con la diffusione senza freno delle riviste sfogliabili in Pdf che, senza alcun valore aggiunto, uccidono il mercato dell’editoria, si è raggiunto il livello più basso mai conosciuto di comunicazione tra editoria tradizionale e digitale. Ora però non si può che risalire e, quanto meno, questa è la speranza di tutti quelli che, come il sottoscritto, hanno a cuore il giornalismo, l’editoria e il digitale.
L’azienda Paperlit però, nata nella Silicon Valley da genitori italiani,a tutto questo scempio potrebbe metterci una pezza e, infatti, ha presentato in questi giorni Paperlit Social Reader, prima applicazione Facebook che integra uno sfogliatore digitale di un prodotto editoriale tradizionale con un sistema di micropagamento, secondo quanto sostengono i fondatori Gionata Mettifogo e Mario Mariani. Il progetto, in pratica, è un’ applicazione realizzata per la piattaforma Facebook che replica totalmente il più classico degli sfogliatori in Pdf di una rivista. Il notevole vantaggio di quest’ applicazione però è che l’utente, dopo aver sfogliato la rivista su Facebook, ne condivide automaticamente i contenuti sulla sua bacheca, divenendo così un vero e proprio promoter trasparente. Tutti i suoi amici, infatti, dopo aver visionato i link pubblicati, potrebbero trovare interessanti i contenuti di Paperlit acquistandoli direttamente dal social network tramite Facebook Credits.
L’editore poi, per quanto riguarda la distribuzione del materiale, potrà definire insieme a Paperlit tre modalità: la rivista potrebbe essere infatti disponibile gratuitamente per un periodo di tempo limitato, illimitato o da subito a pagamento. Molti hanno aderito all’iniziativa Paperlit e, spiccano tra i “testimonial” di Paperlit Social Reader, il settimanale Internazionale e l’editore Phoenix Media negli Usa.
Nonostante parole come sfogliatore o pdf non siano divenute ancora parte integrante del gergo comune, gli editori, grazie a questo nuovo sistema, almeno faranno un po’ di cassa. Dati alla mano però, le statistiche di Facebook parlano chiaro e, per ogni utente di una fan page corrispondono circa 300 contatti (la media degli amici dell’utente) e ciò che pubblica un utente spesso influenza o incuriosisce gli amici. Insomma, l’editore si troverebbe a disposizione una rete di vendita non solo gratuita ma anche incuriosita al suo prodotto digitale, il tutto con il non trascurabile con il vantaggio di non dover fare nessuna modifica tecnica al prodotto già in distribuzione sui tablet.
Alle versioni dei libri in pdf per iPad, il tassello social era effettivamente ciò che mancava a rendere fruibile una piattaforma indubbiamente bella quanto “chiusa”. E’ pur vero che la condivisione sui social network dei prodotti editoriali resta uno scoglio ancora da superare per molti editori che mal digeriscono,legati come sono ai vecchi miti del libro “fatto di carta”, un pdf che, a loro avviso, ha distrutto anni di sacrifici e lavoro.
Paperlit per gli editori rappresenta purtroppo ancora una sfida, uno scoglio che, purtroppo, non tutti comprendono fino in fondo ma che,loro malgrado, sono costretti ad accettare, così come l’inesorabile diffusione d’un pdf pratico e veloce. Esultano tutti gli amanti della tecnologia e delle “larghe vedute” , sicuri che il mercato prima o poi riuscirà a comprendere e diffondere sempre piu’ questo nuovo metodo di lettura veloce, condivisibile, economico.
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