Canon Eos 5D Mark III: quando è possibile superare solo se stessi

Canon Eos 5D Mark III: quando è possibile superare solo se stessi

Sapevamo già tutto, o quasi. Poche fotocamere come la Mark III sono state precedute da un tam tam di indiscrezioni cos’ nutrito. Come sempre capita, in questi casi, non si sa mai quanto le indiscrezioni siano pilotate, per creare attesa. Comunque ora, che anche l’ultimo velo di segretezza è caduto, vediamola, questa Canon Eos 5D Mark III.

I responsabili Canon si sono premurati di affermare che non sostituirà affatto la precedente Eos 5D MarkII, che continuerà ad essere venduta. Sicuramente ancora per un anno. Forse più. In questi casi la risposta, più che dal costruttore, viene dal mercato. Mercato che, con l’uscita di questo apparecchio diventa più variegato. La Mark III, secondo quanto ci hanno detto in azienda, si pone tra l’ammiraglia Eos D1x e l’attuale Eos Mark II.

Ha qualcosa in meno della prima e qualcosa in più della seconda. Iniziamo dal sensore. E’ un pieno formato CMOS da 22.3 MP. I tecnici della Casa giapponese affermano che la scelta di non utilizzare un sensore con un numero maggiore di pixel è il miglior compromesso tra le varie necessità: incisione dell’immagine, file gestibili, specialmente se si pensa al peso dei file video.

La Mark III, si pone nella scia della Mark II: apparecchio sempre più usato da filmaker professionisti. Costoro troveranno interessanti le novità in questo campo: controllo manuale della esposizione, bit –rate elevato alle compressioni sia con il metodo intraframe (ALL-1) sia con quello interframe (IPB). Hanno anche pensato a facilitare il lavoro di chi monta filmati provenienti da camere diverse con un supporto  time code SMPTE. All’apparecchio è stata aggiunta un’uscita cuffie e la visualizzazione dei livelli audio, regolabili, nel monitor LCD, mediante comandi a sfioramento.

Grazie al processore Digic 5+ la velocità operativa dell’apparecchio è aumentata. La conversione A/D avviene a 14bit e la conversione HDR plurimappa permette di ottenere immagini ben esposte in tutte le loro parti anche in condizioni molto difficili. Una caratteristica dell’apparecchio sono gli automatismi che sovrintendono a varie operazioni in-camera, senza che il normale flusso di ripresa sia rallentato.

Vignettatura, aberrazione cromatica riduzione del rumore, sono operazioni di post produzione demandate ai suoi automatismi. Il portare dentro la fotocamera una serie di interventi di post produzione è una tendenza attuale. Canon l’ha fatta sua e ha introdotto il pulsante Creative Photo, che sovrintende a una serie di operazioni tipicamente di post-produzione.

Grazie ad esso si selezionano i vari Picture Style , si realizzano fotogrammi con esposizioni multiple, senza intervento del fotografo, si accede direttamente alla funzione HDR. L’attenzione alla post produzione on-camera arriva anche ad offrire la nuova funzione di visualizzazione comparativa. Nel monitor si possono richiamare due immagini e visualizzarle fianco a fianco in modo da scegliere il risultato migliore durante le riprese. Buona cura è stata dedicata sia all’ergonomia della macchina sia alla sua robustezza.

Il corpo è in pressofusione di magnesio, l’otturatore ha lamelle altamente resistenti all’usura e un sistema di scorrimento molto silenzioso. Assieme agli accorgimenti adottati per rendere molto discreto il ribaltamento dello specchio in Canon hanno lavorato per ottenere una reflex con uno scatto, anche a raffica, molto silenzioso. Sarà apprezzato dai fotografi di teatro, di concerti e in genere da tutti quelli che debbono lavorare in riservatezza. Grazie alla grande quantità di dati gestibili dal Digic 5 è stato possibile migliorare le prestazioni dei sistemi di messa a fuoco  e di lettura dell’esposizione. Il primo, dotato di 41 punti di lettura a croce e cinque a doppia croce. Il secondo, di un sensore a doppio strato con 63 zone tutte collegate al sistema AF, che tine conto anche del colore del soggetto.

In sintesi: la Mark III non manda in pensione la Mark II, che continuerà a dare molte soddisfazioni , ma offre qualcosa in più che può interessare alcuni settori specifici della fotografia e del video. Tutte le caratteristiche tecniche dell’apparecchio, assieme al video di presentazione con l’intervista al responsabile Canon del prodotto al sito www.pmstudionews.com

Edo Prando

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4 Comments

  1. Amo la fotografia quanto il video-montaggio. Aspettavo da tanto questa macchina e la più grande delusione è il fatto che manca lo schermo snodabile… mi fanno una reflex stupenda anche per i video e non mi mettono un "banale" schermo snodabile?? MAH! Non è che siamo tutti miliardari che ci possiamo permettere apparecchiature ultra costese per girare un corto; già la reflex di per sé ha un costo molto elevato! Non credo proprio fosse un grande problema implementare uno schermo snodabile… e non mettendolo hanno perso davvero molti probabili acquirenti!

    • Ciao Sam, per quanto riguarda lo shermo non sarei cosi' convinto del vantaggio reale dello
      "snodabile", perchè per quanto puo' essere comodo lo snodo,non si puo' paragonare ad uno chermo esterno professionale di dimensioni maggiori,in particolare per il video.Infine anche se bisogna aggiungere il costo del monitor esterno,bisognerebbe detrarre il costo aggiuntivo
      dell'eventuale shermo snodabile.Quindi credo che non sia una scelta azzardata.

  2. La risposta di casa Canon alla mancanza dello schermo snodato è che, la sua presenza, riduce drasticamente le funzioni di impermeabilità del corpo macchina e, di conseguenza anche del fango e della polvere……

  3. comprero' la mark 2 per la 1000 euro in meno

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