La fine della fotografia creativa?

La fine della fotografia creativa?

Ultimamente mi sono ritrovato in un workshop di fotografia di matrimonio.

Nonostante già altre volte avessi notato come l’uso di apparecchiature diverse ( dai flash ai trigger, dal corpo macchina agli obiettivi, polarizzatori e via dicendo) desse risultati molto diversi, mai come questa volta la “luce” è apparsa davanti ai miei occhi.

Preciso che il primo insegnamento  è che la fotografia di matrimonio è anche, se fatta a livelli veramente professionali, più competitiva di quella fashion e glamour.

Quello che mi sbalordisce quando vengo a contatto con chi ha mestiere e soldi sufficienti per comprare l’avanguardia delle tecnologie Nikon e Canon, è la resa grafica differente quando i corpi macchina passano dal  semiprofessionale al professioniale.

Mi stupisco perchè premendo entrambi i nostri pulsanti di scatto, la differenza di primo impatto visivo e di informazioni contenute all’interno della foto è incredibilmente superiore alle mie aspettative. Si dirà che questa è la scoperta dell’acqua calda. In un certo senso lo è. In un altro fa riflettere questo: che con il progredire della tecnologia, e con la conoscenza del fotoritocco (qualsiasi programma si usi-purchè di buon livello) , la sensazione finale è che si arriverà ad una sorta di catena di montaggio fotografica.

Sempre meno la creatività, la sensibilità e il pensiero umano applicato al momento dello scatto, sempre più quello usato da ingegneri progettisti.

E allora, per quanto il tema sia dibattuto, come successo in altri campi dove la tecnologia ha fatto passi da gigante cancellando l’artigianalità, a me sembra che tra qualche anno la figura del fotografo professionista potrebbe anche sparire.

Pensiero alienante, ma credo fondato.

Simone Lettieri

www.simonelettieri.com

5 Comments

  1. Come si può pensare alla fotografia (linguaggio e comunicazione) senza la presenza di un "artista"… specie nella foto di matrimonio che deve esprimere tutta l'emozione della giornata… la tecnologia aiuta a dare senso di realtà all'immagine ma non senso alla comunicazione che l'immagine deve trasmettere… possiamo migliorare colori, profondità e incisione nei rilievi, ma l'idea nasce sempre dal cuore…
    Danilo Assara – Fotografo professionista

  2. Sono discorsi vecchi. Chi sa lavorare bene non ha paura di niente, ne di sparire e ne di regredire. Solo chi sa lavorare bene!

  3. Non capisco davvero il senso di questo articolo… non si capisce cos'è che ti ha portato alla tua conclusione. Tu stesso hai fatto la stessa foto con due macchine diverse e hai visto risultati differenti? Non ci credo neanche se mi fai vedere le foto una fianco all'altra. Credi davvero e ancora a questi discorsi da bar che la differenza la fa la macchina? Allora mi sa che davvero se destinato a "sparire" come fotografo. Cercati su google la tavolozza di Rembrandt: con quella ha dipinto quello che ha dipinto. Tu hai a disposizione nel colorificio sotto casa strumenti che sono anni luce avanti ma non credo arriverai mai a fare neanche un bel disegno a matita.

    • that's it

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